Opportunità o catastrofe imminente? Cos’è davvero l’intelligenza artificiale.

Si sente spesso parlare di intelligenza artificiale: nelle automobili, nelle app, negli elettrodomestici. C’è intelligenza artificiale in tutto quello che è “smart”: alcuni ne sono affascinati, altri si dicono diffidenti, i più estremi temono che proseguire nello sviluppo di queste tecnologie possa portare alla distruzione del genere umano. Ma cosa sono, davvero, le intelligenze artificiali?

Già nel 1955 John McCarthy, informatico statunitense, utilizzava i termini “intelligenza artificiale” per descrivere ciò che sarebbe diventato – nel giro di pochi decenni – uno dei più importanti oggetti di ricerca e sviluppo di tutta l’informatica.
Citando il luminare americano, l’intelligenza artificiale: “è quel processo scientifico ed ingegneristico che mira a creare macchine intelligenti, specialmente programmi per computer. Ha a che fare con l’usare i computer per comprendere l’intelletto umano, ma non deve necessariamente limitarsi ai metodi biologicamente osservabili”.
Alla domanda “cos’è l’intelligenza”, McCarthy risponde: “l’intelligenza è la parte computazionale della capacità di raggiungere obiettivi nel mondo”. In parole povere, data la stretta correlazione tra intelligenza e capacità di compiere azioni mirate al raggiungimento di un obiettivo, ogni programma in grado di risolvere un problema specifico in maniera autonoma è considerabile “intelligente”.

Ma come nasce una IA? Storicamente, un programmatore altamente specializzato era incaricato di addestrare una intelligenza artificiale “vergine” allo svolgimento di uno specifico obiettivo: il più celebre esempio è quello di Deep Blue, un computer progettato da un team di informatici della IBM esclusivamente per giocare a scacchi. É il classico esempio di intelligenza artificiale “debole”, ovvero in grado di svolgere un solo compito. Deep Blue riuscì, nel 1996, a vincere una partita di scacchi contro l’allora campione del mondo Garry Kasparov, portando l’attenzione di tutto il mondo sullo stato dell’arte di questa promettente tecnologia.

Una branca di intelligenza artificiale legata al machine learning è quella delle reti neurali: una rete neurale è una complessa intelligenza artificiale che prende spunto dalla configurazione del cervello umano per raggiungere una potenza computazionale non ottenibile in precedenza. Tornando all’esempio scacchistico, nel 2018 Google ha sviluppato AlphaZero, una rete neurale con l’unico obiettivo di giocare a scacchi – proprio come Deep Blue; la grande differenza tra i due motori è che AlphaZero ha imparato il gioco degli scacchi in completa autonomia. Non è stato fornito alla rete neurale alcun input teorico: giocando contro se stessa per sole 4 ore, aveva già superato il livello del precedente motore scacchistico migliore del mondo.

L’esempio di AlphaZero veicola efficacemente la rapidità con cui il mondo dell’intelligenza artificiale è in grado di innovarsi: in merito, le due reazioni più comuni sono ai poli estremi dello spettro emotivo – entusiasmo e preoccupazione. Portavoce dei secondi, insospettabilmente, Elon Musk: il visionario imprenditore si è detto preoccupato dalla velocità con cui lo sviluppo delle IA sta procedendo – arrivando a prevedere l’annichilimento dell’umanità se non si agisce immediatamente per rallentare questo processo. In realtà, il suo ammonimento è limitato ai tentativi di realizzare una intelligenza artificiale “forte” – ovvero in grado di svolgere un numero arbitrario di compiti, proprio come gli esseri umani.

Oggi lo stato dell’arte in materia di intelligenza artificiale è ancora molto lontano dalla realizzazione di una IA forte – impossibile con i soli strumenti noti finora. Tuttavia, data la velocità con cui si sta procedendo in fatto di IA e il volume di capitale investito in progetti di ricerca e sviluppo, è lecita la preoccupazione di alcuni esperti. Come ogni tecnologia, anche le intelligenze artificiali presentano contemporaneamente opportunità e pericoli; è però innegabile che le IA abbiano cambiato il mondo per il meglio, rendendo possibile ciò che sembrava irrealizzabile. Se saremo in grado di gestire al meglio questo potente strumento, chi può dire dove ci porterà?

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