De Bruyne: l’inizio di una rivoluzione extracalcistica

07/04/2021: per molti appassionati di calcio questa data potrebbe non voler dire nulla, eppure essa ha segnato ufficialmente l’entrata della Data Analysis nel mondo del calcio. Il connubio fra la tecnologia dell’analisi dei dati e il calcio giocato è stato reso possibile grazie ad uno dei giocatori più forti sul pianeta: Kevin De Bruyne.

Il centrocampista belga, attualmente in forza al Manchester City, ha deciso di non affidarsi ad un agente per rinnovare il suo contratto, bensì ha negoziato utilizzando i servizi di analisi dei dati proposti dall’agenzia FC Analytics. L’obiettivo dell’agenzia è stato quello di poter fornire al giocatore un vero e proprio “biglietto da visita” da presentare al suo club, incentrato sulla lettura dei dati ricavati dalle prestazioni del centrocampista.

I data analyst hanno raccolto i dati più comuni, come i km percorsi a partita, le palle goal create, la percentuale di passaggi riusciti ecc. ecc.. Questi dati sono stati poi inseriti in un algoritmo creato appositamente per l’occasione, che ne avrebbe ricavato due tipi di indici: i primi sono quelli individuali come gli “Expected Goals” o i “Performance Indexes” che misurano le prestazioni del gocatore a livello assoluto. I secondi invece sono degli indici di squadra come l’ “SPR”, che valutano quale sia il contributo del calciatore alle performance della formazione o di altri singoli all’interno di essa.

Attualmente non ci è dato sapere con precisione quali indici abbia creato l’algoritmo, poiché la FC Analytics ha deciso di secretare i risultati. La decisione è stata presa perché, per poter dimostrare il valore di De Bruyne attraverso i dati, si sono dovuti confrontare analoghi profili dei maggiori top player mondiali che giocano nella sua posizione: rendere pubblica questa analisi avrebbe consentito a squadre rivali al Manchester di trarne vantaggio. Una volta paragonati gli indici del belga con quelli degli altri giocatori è stato facile dimostrare il valore del centrocampista del City. Infatti, se è vero che i numeri non mentono mai, ciò vale anche per quelli dei giocatori, come nel caso di De Bruyne, i cui indici, superando quelli dei rivali, fanno sì che meriti un contratto più remunerativo. Il City ha dato ragione a questa lettura, rinnovando il contratto del centrocampista a 18 milioni di sterline a stagione (l’equivalente di 20 milioni di euro) fino al 2025, con un aumento di ingaggio pari al 30%.

In un mondo in cui agenti e procuratori riescono a tenere sotto scacco interi club riuscendo ad influenzare le scelte contrattuali dei propri assistiti, utilizzare un metodo statistico per i rinnovi contrattuali non è scontato: la scelta di De Bruyne è solo un piccolo passo, che se sfruttato bene potrà portare alla realizzazione di un metodo più oggettivo per identificare il valore di un calciatore, evitando così di affidarsi nella contrattazione a figure capaci di condizionare il mercato con la soggettività delle proprie scelte, raramente disinteressate al proprio tornaconto economico.

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